INTOLLERANZE

Ho un amico che ama comprare, o preferibilmente farsi comprare dalla paziente compagna, cracker di kamut, gallette di riso integrale, biscotti di grano saraceno, polenta di tapioca, latte di soja. Con conseguente conto maggiorato, alle casse: se la scienza alimentare ha alleviato i divieti per allergie e intolleranze, non ha limitato le differenze per le tasche. Mica è allergico o intollerante a qualche alimento, il mio amico, anche se a lungo l’ha creduto, o l’ha raccontato: semplicemente quei prodotti gli piacciono, sono buoni e, spesso, hanno belle confezioni. Questione di fascino, anche.
E poi, vuoi mettere la differenza? Tra, mi faccio un panino e spezzo la fame con qualche galletta di segale. Nonostante questo personaggio vagamente
bohemienne, ma molto simpatico, allergie e intolleranze restano una cosa seria, anche se negli ultimi anni ristoranti e pizzerie si sono sforzati per abbattere le discriminazioni. E i rischi della salute. I più comuni responsabili di intolleranza alimentare sono il lattosio e il glutine: il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte che, una volta ingerito, viene trasformato in glucosio e galattosio (due zuccheri semplici). L’intolleranza al glutine (celiachia o morbo celiaco) è invece una disfunzione dell’intestino che si manifesta quando una persona non tollera il glutine, una proteina presente nella parte esterna dei semi di grano, segale, orzo e avena. Per questo, gusto e industria hanno imboccato sentieri alternativi. In principio, ma davvero, fu il kamut. Si tratta di un cereale antichissimo, coltivato in Mesopotamia e in Egitto più di 5000 anni fa. Ha un suo glutine, dunque è consigliato a chi è intollerante al frumento, ma non a chi non tollera i cereali con glutine. Altro prodotto che raramente manca nella casa del mio amico è il grano saraceno: caratteristiche nutrizionali ben equilibrate, ricco di ferro e sali minerali, di vitamine B ed E, oltre a contenere una buona quantità di amminoacidi essenziali. Privo di glutine è consigliato a chi è intollerante al frumento e ai cereali con glutine. Dal suono più esotico, la quinoa: ricca di proteine, ha un elevato contenuto di amminoacidi paragonabile a quelli del latte, ma priva di glutine e, pertanto, consigliata a chi è intollerante al frumento e ai cereali con glutine. Ultimamente va di moda anche la tapioca, detta anche farina di manioca. In Africa e Sudamerica la usano da centinaia di anni, da noi è diventata fashion di recente: è un amido estratto dai tuberi della manioca, una pianta arbustiva originaria dell’America meridionale e coltivata nei paesi tropicali. Senza glutine, è consigliata a chi è intollerante al frumento e ai cereali con glutine.
Dalla lista non può restare fuori la soja, uno dei cibi con la più alta concentrazione di isoflavoni. E’ un alimento di notevole valore nutrizionale, che sempre di più si trova nelle dispense dei vegetariani, ma pure in quelle di tutte le persone che tengono alla salute. O in quella del mio amico


I have a friend who likes to buy, or preferably ask his patient partner to buy, kamut crackers, rice cakes, buckwheat biscuits, tapioca pudding, soy milk. It results in an increased account at the cash desk: if science has eased the prohibition for food allergies and intolerances, it did not limit the differences in their prices. My friend is not allergic or intolerant to some food, even if he had believed it for a long time or he has told so: they simply like those products , they are good, and they often have good packagings. A matter of charm, too. And besides, can you notice the difference between “ I’ll have a sandwich” and “I’ll have a break with some rye crackers”?. Despite this character vaguely bohemian, but very nice, allergies and intolerances are a serious matter, although in recent years, restaurants and pizzerias have tried to break down discrimination. And the health risks. The most commonly responsible for food intolerance are lactose and gluten: lactose is the sugar found in milk that, when ingested, is converted into glucose and galactose (two simple sugars). The intolerance to gluten (celiac disease ) is instead a
bowel dysfunction that occurs when a person can’t tolerate gluten, a protein in the outer part of the seeds of wheat, rye, barley and oats. For this reason, taste and industry have embarked on alternative routes. In the beginning it was kamut. This is an original grain, cultivated in Mesopotamia and Egypt more than 5000 years ago. It has its gluten, so it is recommended to those who are intolerant to wheat, but not to those who can not tolerate gluten grains. Another product that is rarely missing from the house of my friend is buckwheat: nutritional well-balanced, rich in iron and minerals, vitamins B and E, as well as a good amount of essential amino acids. Gluten-free, it is recommended for those who are intolerant to wheat and cereals with gluten. With its more exotic sound, quinoa: rich in protein, has a high content of amino acids similar to those of milk, but gluten-free and, therefore, recommended to those who are intolerant to wheat and cereals with gluten. Lately it’s fashionable even tapioca, also known as cassava flour. Tapioca is used in Africa and South America since hundreds of years, but here it has just become fashionable recently: it is a starch extracted from cassava tubers, a shrub native to southern Europe and cultivated in tropical countries. Gluten-free is recommended for those who are intolerant to wheat and cereals with gluten. From the list we can’t leave out the soy, one of the foods with the highest concentration of isoflavones. It has a high nutritional value and it is increasingly in the store cupboards of vegetarians, but also in those of all the people who take care of their health. Or that of my friend.

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